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Quanto si risparmia col pellet rispetto a gasolio e GPL

Aggiornato il 9 Agosto 2026

Quanto si risparmia col pellet rispetto a gasolio e GPL

Se in Sardegna scaldi a gasolio o a GPL e stai valutando il pellet, qui trovi il conto per intero: quali numeri servono, dove si prendono, come si combinano. Una cifra unica valida per tutti non c’è, e sotto è spiegato perché.

I tre prezzi che servono, e quello che non esiste

Gasolio da riscaldamento. Lo rileva ogni mese il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. A luglio 2026 la media nazionale è 1.770,20 euro per mille litri, cioè 1,7702 euro al litro imposte comprese. Si muove parecchio: nella stessa serie, 1.355,76 euro a dicembre 2025 e 1.943,56 ad aprile 2026, più 43% in quattro mesi, e poi giù di nuovo. Un risparmio calcolato oggi va rifatto fra sei mesi.

Pellet. Il Ministero il pellet non lo rileva. La serie dei prezzi mensili contiene benzina, gasolio auto, gasolio da riscaldamento, GPL e olio combustibile: il pellet non c’è. L’unica rilevazione periodica è quella di AIEL, l’associazione di settore: ad aprile 2026 il sacco da 15 kg costava in media 7,34 euro nel Sud Italia (7,14 la media nazionale, 7,20 al Nord), IVA inclusa e trasporto escluso, più 30% in un anno. La Sardegna non è rilevata a parte, e sul perché qui non trovi un listino c’è una pagina apposta.

GPL. Il GPL che il Ministero pubblica non è quello del serbatoio di casa: l’accisa registrata in quella serie non è quella del GPL per riscaldamento, che vale 189,94 euro ogni mille chili. Prendere quel prezzo e usarlo per un confronto sul riscaldamento è sbagliato, e capita spesso di vederlo fare. Un prezzo del GPL domestico qui non lo scriviamo, perché non abbiamo una fonte per scriverlo. Più avanti c’è il modo di ricavarlo dalla tua fattura.

Da litri a kilowattora: le conversioni, con la fonte

Un prezzo al litro e un prezzo al sacco non si confrontano. Vanno portati allo stesso denominatore, l’euro per kilowattora di calore utile: il calore che finisce davvero nella stanza. Tre passaggi.

  1. Energia contenuta nel combustibile. La tabella dei parametri standard nazionali, quella che lo Stato usa per l’inventario delle emissioni, dà al gasolio da riscaldamento 42,873 GJ per tonnellata (11,91 kWh per chilo) e al GPL 45,858 GJ/t (12,74 kWh/kg). Il pellet lì non c’è: la UNI EN ISO 17225-2 fissa un minimo di 4,6 kWh/kg per tutte le classi, e qui usiamo 4,8 kWh/kg, il valore tipico di un pellet con certificazione ENplus o DINplus.
  2. Da chili a litri. Il gasolio si compra a litri ma il potere calorifico è per chilo, quindi serve la densità, che per il gasolio da riscaldamento nessun ente pubblico pubblica. ISPRA misura ogni anno quella del gasolio per autotrazione: nel 2019 la media era 834,6 kg/m³, fra un minimo di 820,0 e un massimo di 844,9. È un valore preso per analogia, non il dato del prodotto giusto, e lo dichiariamo. Con 0,835 kg/litro: 11,91 × 0,835 = 9,94 kWh per litro. Agli estremi di quell’intervallo il risultato si sposta dell’1,8% in meno o dell’1,2% in più.
  3. Rendimento dell’apparecchio. Sul tuo impianto non esistono dati ufficiali: queste sono ipotesi dichiarate, 87% per la stufa a pellet e 85% per la caldaia a gasolio. Più avanti il conto è rifatto con una caldaia al 95%, per vedere quanto sposta.

Una controprova. Ad aprile 2026 AIEL dava il gasolio a 194 euro per MWh. Col prezzo ministeriale di quel mese, 1.943,56 euro per mille litri, e i 9,94 kWh per litro: 1,94356 ÷ 9,94 = 195,5 euro per MWh. Due strade indipendenti, scarto dello 0,8%.

Un sacco da 15 kg quanto vale in gasolio

Un sacco da 15 kg a 4,8 kWh/kg, bruciato in una stufa all’87%, dà 15 × 4,8 × 0,87 = 62,6 kWh utili. Un litro di gasolio in una caldaia all’85% dà 9,94 × 0,85 = 8,45 kWh utili. Quindi un sacco sostituisce 62,6 ÷ 8,45 = 7,4 litri di gasolio. Cambia le due percentuali di rendimento e cambia anche questo numero.

A parità di calore utile Spesa
1 sacco di pellet da 15 kg (Sud Italia, aprile 2026) 7,34 euro
7,4 litri di gasolio (media nazionale, luglio 2026) 13,10 euro
Differenza 5,76 euro in meno, il 44%

La casa tipo in zona C: Cagliari, 990 gradi-giorno

Il fabbisogno di una casa non è un dato pubblico, quindi si parte dall’unico numero solido che hai in mano: quanto gasolio compri oggi. Mettiamo mille litri a stagione. Non è un dato ufficiale, serve solo a far vedere il conto: al suo posto metti i tuoi litri.

  1. 1.000 litri × 9,94 kWh = 9.944 kWh di energia contenuta
  2. × 0,85 di rendimento della caldaia = 8.453 kWh di calore utile
  3. 8.453 ÷ (4,8 × 0,87) = 8.453 ÷ 4,176 = 2.024 kg di pellet, cioè 135 sacchi: due bancali interi più cinque sacchi
  4. gasolio 1.000 × 1,7702 = 1.770 euro; pellet 135 × 7,34 = 991 euro

Differenza: 779 euro a stagione. E regge anche cambiando le ipotesi meno solide: con un pellet al minimo di norma, 4,6 kWh/kg, servirebbero 141 sacchi e la differenza scende a 735 euro; con una caldaia a condensazione al 95% ne servirebbero 151 e scende a 662. Si muove, non si ribalta.

La stessa casa in zona E: Fonni, 2.315 gradi-giorno

Cagliari ha 990 gradi-giorno, Fonni 2.315 (allegato A del DPR 412/1993). A parità di casa e di abitudini il fabbisogno scala con i gradi-giorno: 2.315 ÷ 990 = 2,34. È un’approssimazione, ignora sole, vento e quante persone vivono in casa, ma è l’unico scalino con dietro un dato ufficiale.

Voce Cagliari, zona C, 990 GG Fonni, zona E, 2.315 GG
Gasolio in una stagione 1.000 litri 2.338 litri
Spesa gasolio 1.770 euro 4.139 euro
Pellet equivalente 2.024 kg, 135 sacchi 4.733 kg, 316 sacchi
Spesa pellet 991 euro 2.319 euro
Differenza 779 euro 1.820 euro

La percentuale non cambia, resta il 44: è una moltiplicazione. Cambia quanto pesa, in tasca e in casa. A Fonni sono quasi cinque bancali da tenere all’asciutto e sollevati da terra per sei mesi. Se abiti in Barbagia guarda anche come arriva il pellet in provincia di Nuoro: oltre i 70 km dal deposito scarica il corriere, a bordo strada, e quel costo qui non c’è.

Il GPL: la formula c’è, il prezzo ce l’hai solo tu

Un chilo di GPL sono 12,74 kWh. Con una caldaia al 92% — anche questa un’ipotesi nostra, non un dato — fanno 11,72 kWh utili. Un sacco di pellet ne fa 62,6. Quindi un sacco da 15 kg vale circa 5,3 kg di GPL.

Prendi la fattura e cerca i chili: ci sono di sicuro, perché sul GPL da riscaldamento l’accisa si paga a peso (189,94 euro ogni mille chili) e non a volume. Dividi la spesa per i chili e moltiplica per 5,3: quello è il prezzo massimo a cui puoi pagare un sacco e restare in pari. Sopra, il pellet non conviene.

Cosa questo conto non dice

  • L’apparecchio non è compreso. Il confronto è fra due combustibili, non fra due impianti. Se la caldaia a gasolio ce l’hai già e funziona, dal risparmio va tolto il costo della stufa: si ripaga in qualche stagione, non alla prima.
  • I due prezzi non sono dello stesso mese. Il pellet è di aprile 2026, l’ultima rilevazione AIEL disponibile; il gasolio di luglio 2026. Ad aprile il gasolio costava di più, e sullo stesso mese la differenza salirebbe a 953 euro, il 49%. Il 44% è quindi il numero prudente dei due, non il più favorevole.
  • L’incentivo copre il gasolio, non il GPL. Il Conto Termico 3.0 (DM 7 agosto 2025, in vigore dal 25 dicembre 2025) copre fino al 65% della spesa, ma solo in sostituzione di un impianto esistente a biomassa, carbone, olio combustibile o gasolio, e chi sostituisce il gasolio deve installare un apparecchio in classe 5 stelle del DM 186/2017 (4 stelle bastano solo a chi sostituisce un impianto già a biomassa). Il pellet comprato dev’essere certificato UNI EN ISO 17225-2, con classe di qualità e codice sulla fattura. Sostituire un generatore a GPL è ammesso solo in aree non metanizzate e solo ad aziende agricole e imprese forestali: alle famiglie che scaldano a GPL l’incentivo non spetta.
  • In Sardegna c’è un requisito in più. La legge regionale 1/2019, articolo 50, impone che i generatori a biomassa solida installati dal 1° gennaio 2020 siano almeno 4 stelle secondo il DM 186/2017 (3 stelle per quelli installati dal 2019). Non è un divieto d’uso per gli apparecchi già montati: è un requisito per chi installa adesso.
  • Sulla manutenzione dipende da dove parti. Il DPR 74/2013 chiede il controllo di efficienza energetica sugli impianti sopra i 10 kW: ogni 2 anni per i generatori a combustibile solido o liquido fra 10 e 100 kW, ogni 4 anni per quelli a gas, metano o GPL nella stessa fascia. Dal gasolio al pellet la scadenza non cambia; dal GPL al pellet si dimezza, da quattro anni a due. Sotto i 10 kW l’obbligo non scatta: guarda la targa del tuo apparecchio. Poi c’è il lavoro di tutti i giorni, che nessuna norma misura: braciere, cenere, sacchi da spostare.
  • Si muovono tutti e due. Il pellet è salito del 30% in un anno, il gasolio del 43% in quattro mesi ed è già ridisceso. Un 44% di luglio 2026 non è una promessa per la prossima stagione.

Da dove partire

Prendi l’ultima fattura del gasolio o del GPL e tirane fuori due numeri: quanti litri (o chili) in una stagione e quanto li hai pagati. Dividi i litri per 7,4 — con i rendimenti ipotizzati sopra — e sai in quanti sacchi si traduce il tuo inverno; con il calcolo del fabbisogno sui gradi-giorno controlli se sta in piedi, e con zona e gradi-giorno del tuo comune lo adatti a dove abiti. Poi manda una richiesta con comune e quantità: il prezzo che conta non è una media nazionale di aprile, è quello che ti fanno i fornitori che arrivano fino a casa tua.

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