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Pellet prestagionale: quando conviene comprare davvero

Aggiornato il 9 Agosto 2026

Pellet prestagionale: quando conviene comprare davvero

Questo articolo serve se hai una stufa a pellet, sai più o meno quanto ne bruci in una stagione e stai pensando di comprare la scorta adesso invece che a novembre. Serve ancora di più se un posto asciutto dove metterla non ce l’hai: sotto c’è il conto che spiega perché, in quel caso, comprare in anticipo ti fa perdere soldi invece di fartene risparmiare.

La tua stagione non comincia a novembre

“Prestagionale” vuol dire qualcosa solo se sai quando comincia la tua stagione. In Sardegna non è la stessa data per tutti. Il periodo in cui l’impianto può funzionare e le ore massime al giorno li fissa l’articolo 4 del DPR 74/2013, zona climatica per zona climatica; le zone le assegna l’allegato A del DPR 412/1993 in base ai gradi-giorno.

Zona Periodo consentito Ore al giorno Comuni sardi Esempi
B 1 dicembre – 31 marzo 8 34 Bosa, Tortolì, Palau, Budoni
C 15 novembre – 31 marzo 10 193 Cagliari, Sassari, Oristano, Alghero, Olbia
D 1 novembre – 15 aprile 12 138 Nuoro, Tempio Pausania, Macomer
E 15 ottobre – 15 aprile 14 11 Fonni, Desulo, Tonara, Pattada, Seui

Fanno 376 comuni. Il trecentosettantasettesimo è Padru, che in quell’allegato non c’è e non poteva esserci: è nato nel 1996, scorporato da Buddusò con la legge regionale 1/1996, tre anni dopo il decreto. Per Padru quel dato non esiste, e non lo inventiamo.

Fra il primo giorno utile in zona E, il 15 ottobre, e il primo giorno utile in zona B, il 1° dicembre, passano 47 giorni. Chi abita a Cagliari, zona C, parte il 15 novembre: un mese esatto dopo chi abita a Fonni o a Pattada. Gli 11 comuni sardi in zona E stanno sei in provincia di Nuoro, quattro in provincia di Sassari e uno, Seui, nel Sud Sardegna. Sono anche quelli con la scorta più grossa da mettere via — la stima per la zona E è intorno ai 2.300 kg — quindi quelli dove comprare in anticipo pesa di più, nel bene e nel male. Zona, gradi-giorno e altitudine di tutti i comuni sardi sono in tabella qui.

Perché i prezzi si muovono, e perché l’estate non è uno sconto garantito

Il pellet non ha un prezzo ufficiale

Conviene saperlo prima di leggere qualunque numero. Lo Stato italiano rileva e pubblica ogni mese il prezzo di cinque prodotti: benzina, gasolio per autotrazione, gasolio da riscaldamento, GPL e olio combustibile fluido BTZ. Il pellet non è fra questi, e non è nemmeno un vettore regolato da ARERA come il gas e l’elettricità. Non esiste un prezzo del pellet ufficiale con cui misurare il preventivo che ti arriva.

L’unica rilevazione periodica è quella di AIEL, l’associazione di settore. Ad aprile 2026 dava 7,14 euro a sacco da 15 kg come media nazionale e 7,34 euro nel Sud, IVA inclusa e trasporto escluso: il 30% in più rispetto ad aprile 2025, e stabile rispetto a gennaio 2026. Nessun dato separato per la Sardegna. Serve come ordine di grandezza, non come listino: la rileva un’associazione di categoria, non un ente terzo, e non comprende il trasporto, che qui è la voce che cambia tutto.

Due anni di fila, due andamenti diversi

Sul gasolio da riscaldamento, che invece lo Stato misura davvero, si vede che il calendario conta meno di quanto sembri. Prezzi medi mensili MASE, in euro al litro con imposte:

  • 2025: massimo a gennaio (1,4836), minimo a maggio (1,3310), il 10,3% sotto. Qui l’estate conviene.
  • 2026: il massimo dell’anno non cade d’inverno ma ad aprile (1,9436). A luglio, ultimo mese chiuso, siamo a 1,7702: il 30,0% sopra gennaio, ma anche l’8,9% sotto il picco di aprile.

E il salto del 2026 non ha niente di stagionale: è successo quasi tutto in un mese solo, fra febbraio (1,4031) e marzo (1,8242), il 30,0% in quattro settimane. Stessa fonte, stesso combustibile, due anni consecutivi, comportamenti diversi, e il movimento più grosso arrivato fuori stagione. Sul pellet non esiste nemmeno una serie ufficiale per fare questo controllo. AIEL stessa, a luglio 2026, ha scritto che aspettarsi prezzi stabili in questo mercato è poco realistico: pesano logistica, cambi, dazi e disponibilità di materia prima.

Quello che il prestagionale ti dà per certo non è lo sconto. È il tempo. A luglio puoi chiedere tre preventivi, confrontarli con calma e scartare quello che ti lascia il bancale in mezzo alla strada. A dicembre prendi quello che c’è, e la data di accensione della tua zona è la stessa per tutti i tuoi vicini. Le tre voci che compongono il prezzo — merce, trasporto, scarico — si confrontano bene solo quando hai tempo.

Il conto: quanti bancali, quanto spazio

Prima del prezzo servono la quantità e il formato. Un bancale standard è 65 sacchi da 15 kg: 975 kg, circa un metro cubo e mezzo di ingombro.

Esempio con i numeri in chiaro. Casa in zona D — Nuoro, Tempio Pausania, Macomer — con stufa da 8 kW: la stima di stagione è intorno ai 1.800 kg. 1.800 ÷ 975 = 1,85 bancali, quindi se ne ordinano due: 2 × 975 = 1.950 kg, cioè 130 sacchi, circa 3 metri cubi da sistemare e quasi due tonnellate da appoggiare su qualcosa che le regga.

La stima vale per una stufa da 8 kW al 50% del carico e un uso pari al 60% delle ore consentite, in una casa mediamente isolata: è un ordine di grandezza, non una promessa. Qui il metodo di calcolo, con l’elenco di quello che lo fa sbagliare. Se 3 metri cubi in casa non ci stanno, la domanda non è più quando comprare ma quanto per volta: il confronto fra sacco, mezzo bancale e bancale è qui.

Quanto costa un bancale rovinato

Il pellet assorbe umidità dall’aria, e quando la assorbe si sfalda: il pellet sfaldato produce fini che intasano il braciere. La UNI EN ISO 17225-2 chiede, per tutte le classi, umidità non oltre il 10%, durabilità meccanica almeno 97,5% e fini non oltre l’1%. Sono valori garantiti al momento della vendita, non dopo cinque mesi nel tuo box: nessuna certificazione copre l’umidità di casa tua.

Il conto è semplice fino alla brutalità: se rovini una quota della scorta, ti serviva uno sconto grande almeno quanto quella quota per andare in pari. Mettiamo il 10%. È un’ipotesi di lavoro, non una statistica: quanto pellet si rovini nei box e nelle cantine non lo rileva nessuno. Sui 130 sacchi dell’esempio, al prezzo AIEL del Sud di aprile 2026, sono 954,20 euro di merce e 95,42 euro buttati. Uno sconto prestagionale sotto quella cifra non ti ha fatto risparmiare niente: ti ha anticipato l’uscita di cassa di cinque mesi.

Dove tieni il bancale è quello che decide da che parte cade il conto. Dove va messo e dove no è la parte dell’acquisto anticipato che fa la differenza.

Quando non conviene, detto chiaro

  • Non hai un locale asciutto e ventilato. Seminterrato che condensa, balcone, box umido, telo nel cortile: in tutti questi casi conviene comprare due volte e pagare qualcosa in più al chilo.
  • Ti serve meno di un bancale. Con le ipotesi qui sopra, una casa in zona B sta intorno agli 875 kg: un bancale da 975 kg basta e avanza. Ordinarne due vuol dire lasciare il secondo fermo e intatto per una stagione intera.
  • Non sai dove il camion può scaricare. Oltre i 70 km dal deposito la consegna è a bordo strada, con la pedana lasciata dove arriva il corriere: le due tonnellate le sposti tu. Le fasce di consegna e i loro limiti.
  • La casa non è presidiata. In una casa di vacanza il pellet passa mesi senza che nessuno apra una finestra o controlli i sacchi in basso.

Cosa fare adesso

Prendi un metro e misura il posto dove il pellet andrebbe davvero: servono circa 1,5 m³ per bancale, sollevato su pallet o listelli, distante dai muri esterni freddi. Se lo spazio c’è, apri il modulo di richiesta e scrivi tre cose precise: il comune, i chili o i bancali che ti servono, e il punto esatto in cui il camion può scaricare. Rispondono le aziende che quella zona la servono davvero, ciascuna con il suo prezzo.

Se il metro dice di no, ordina adesso mezzo bancale e rimanda il resto a ridosso della data di accensione della tua zona. Al chilo costerà di più. Sarà comunque meno di quello che perderesti buttando i sacchi a marzo.

Quanto costa il pellet nel tuo comune?

Una richiesta sola: rispondono le aziende che consegnano davvero nel tuo comune, ognuna con il suo prezzo.

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