Questo articolo serve se la stufa ce l’hai già accesa e vuoi sapere quanto brucia davvero, non quanto dichiara il libretto. Servono una bilancia, un foglio e sette giorni normali. Se invece devi ancora stimare quanto pellet comprare per la stagione, il calcolo teorico sta in quanto pellet serve in una stagione.
Perché il numero della scheda non è il tuo
La scheda tecnica dichiara due consumi: alla potenza massima e al minimo. Sono numeri veri, ma escono da una prova di laboratorio, con pellet di riferimento e tiraggio controllato. Le stufe a pellet nuove si marcano CE sulla UNI EN 16510 (la parte 2-6 riguarda gli apparecchi alimentati meccanicamente a pellet): dal 9 novembre 2025 è finito il periodo in cui si potevano usare anche le vecchie norme, fra cui la EN 14785. Se la tua stufa è di prima, i numeri in scheda vengono da quella.
A casa tua cambiano quattro cose, e nessuna delle quattro è scritta in scheda:
- La modulazione. Molte stufe con termostato ambiente scendono a potenza ridotta invece di spegnersi, e allora il consumo massimo dichiarato non lo vedi quasi mai. Altre fanno solo acceso/spento: cambia tutto, e lo sai solo guardando la tua.
- Le accensioni. Ogni avvio brucia una carica di innesco in più. Dieci accensioni al giorno non costano come una sola.
- La canna fumaria. Tiraggio e pulizia cambiano la combustione, e quindi i chili.
- Il pellet. Incide meno di quanto si dice. La norma chiede almeno 4,6 kWh/kg a tutte le classi, A1, A2 e B: fra due pellet a norma il divario di energia è di pochi punti percentuali, non del doppio. Le differenze fra i tipi di pellet stanno qui.
L’unico numero che ti riguarda è il consumo medio del tuo impianto, che tiene già dentro accensioni, modulazione e abitudini.
Il metodo, in cinque passaggi
Ti servono una bilancia, un secchio per svuotare il serbatoio, un foglio attaccato al frigo e sacchi dello stesso pellet per tutta la settimana. Se cambi marca a metà, la misura non vale più.
Sulla bilancia una avvertenza pratica: molte pesapersone digitali non si accendono o non leggono bene sotto i dieci chili. Se la tua fa così, sali tu sulla bilancia, poi risali tenendo in braccio il sacco e fai la sottrazione. È meno elegante e funziona uguale.
- Pesa il serbatoio a stufa fredda. Svuotalo in un secchio, pesa il pellet, rimettilo dentro e annota il peso. È il tuo punto di partenza.
- Pesa ogni sacco prima di aprirlo. “15 kg” è una quantità nominale: il sacco che hai in mano pesa quello che pesa, e mezzo chilo di scarto su tre sacchi sposta il conto di più dell’uno per cento.
- Carica solo sacchi interi e segna il peso di ognuno il giorno che lo apri.
- Conta le ore in cui la fiamma è accesa. Ogni giorno, alla sera.
- Dopo sette giorni, a stufa fredda, ripesa il residuo. Stessa procedura del primo giorno.
Contare le ore senza barare
È il passaggio dove si sbaglia di più. Vale l’ora in cui la stufa brucia, non l’ora in cui è alimentata: se sta in stand-by con la fiamma spenta aspettando che la stanza si raffreddi, quel tempo non si conta.
Molte stufe hanno un contatore nel menu di servizio, “ore lavoro” o “ore totali”. Usalo solo se sai cosa conta: su certi modelli somma anche lo stand-by, su altri parte dall’installazione e non si azzera. Nel dubbio, il foglio è più affidabile del menu.
Il conto, su un esempio
Qui sotto un registro di una settimana. I valori sono inventati per far vedere il calcolo, il metodo no.
| Giorno | Pellet caricato | Ore accesa |
|---|---|---|
| Lunedì | 1 sacco, 15,1 kg | 5 |
| Martedì | — | 5 |
| Mercoledì | — | 4 |
| Giovedì | 1 sacco, 14,8 kg | 6 |
| Venerdì | — | 6 |
| Sabato | 1 sacco, 14,9 kg | 7 |
| Domenica | — | 5 |
| Totale | 44,8 kg | 38 |
Residuo nel serbatoio all’inizio: 3,0 kg. Alla fine: 4,2 kg. Il pellet effettivamente bruciato è:
- 3,0 + 44,8 − 4,2 = 43,6 kg
- 43,6 ÷ 38 ore = 1,15 kg all’ora
Quello è il numero. Non è il consumo di targa della stufa: è il consumo di quella stufa, in quella casa, con quelle abitudini.
Verifica se il numero ha senso
Prima di fidarti, confrontalo con il massimo teorico della tua stufa. Servono la potenza termica utile e il rendimento, tutti e due sulla tua scheda tecnica. Prendiamo una stufa da 8 kW con rendimento dell’87%, i valori che questo sito usa nei conti di esempio:
- potenza al focolare: 8 ÷ 0,87 = 9,2 kW
- con pellet da 4,8 kWh/kg: 9,2 ÷ 4,8 = 1,92 kg/h
- con il minimo di norma, 4,6 kWh/kg: 9,2 ÷ 4,6 = 2,0 kg/h
Il massimo teorico sta quindi fra 1,9 e 2,0 kg/h. La misura dell’esempio, 1,15 kg/h, è circa il 60% di quel massimo: la stufa ha bruciato in media poco più della metà del pellet che brucerebbe stando sempre al massimo. Non è esattamente la stessa cosa che dire “ha lavorato al 60% della potenza”, perché il rendimento cambia col carico, ma come ordine di grandezza va bene. È un valore plausibile.
Due casi in cui invece qualcosa non torna:
- La media misurata è vicina al massimo teorico. Vuol dire che la stufa sta quasi sempre al massimo e non modula mai. Le cause possono essere diverse: stufa piccola per l’ambiente, casa che disperde molto, termostato impostato alto, o le tre cose insieme.
- La media misurata supera il massimo teorico. Allora o hai contato male le ore, o la combustione è tarata male, o il pellet rende meno di quanto pensi. Il codice di certificazione stampato sul sacco è la prima cosa da guardare.
Da kg all’ora a euro e a chili di stagione
Con il tuo kg/h, il resto è aritmetica. Il prezzo mettilo tu, quello che paghi davvero, perché in Sardegna la voce che cambia di più è il trasporto e un listino unico per l’isola non esiste. Se ti serve un riferimento di partenza, l’unica rilevazione sistematica è quella di AIEL, l’associazione italiana di settore: ad aprile 2026 dava una media nazionale di 7,14 euro per un sacco da 15 kg, cioè 0,476 euro al chilo, IVA inclusa e trasporto escluso. È un’associazione di categoria, non un ente terzo, e si ferma alla divisione Nord/Sud (7,20 e 7,34 euro a sacco): un dato sardo non lo pubblica.
- costo orario: 1,15 × 0,476 = 0,55 euro l’ora
- ore della stagione: metti le tue ore. Nell’esempio sono 5 al giorno; in zona C la finestra di legge è di 137 giorni, quindi 5 × 137 = 685 ore se accendi tutti i giorni della stagione
- pellet della stagione: 685 × 1,15 = 788 kg, cioè 53 sacchi
- spesa: 788 × 0,476 = 375 euro; con il prezzo Sud di AIEL, 386
788 kg su un bancale da 975 kg sono poco più di tre quarti: qui si decide se conviene il bancale intero o restare sui sacchi, e il confronto sta tutto qui. Se compri in anticipo, prima leggi come tenerlo asciutto: un sacco che si è bagnato non si recupera facendolo asciugare.
I 137 giorni valgono per la zona C. In zona B sono 121, in zona D 166, in zona E 183: la stagione consentita è mezzo conto. In Sardegna i comuni in zona E sono undici, sei dei quali in provincia di Nuoro. Qui la zona climatica di ogni comune sardo, e sulla pagina del tuo comune trovi gradi-giorno e stima già calcolati.
Quando la misura non dice niente
- Usi la stufa solo nei fine settimana. Sette giorni non sono un campione: conta i sacchi di tutta la stagione e dividi per le ore di tutta la stagione.
- Hai misurato a novembre o a fine marzo. Fallo nel cuore dell’inverno, e se puoi ripeti a distanza di un mese.
- È una termostufa collegata ai radiatori o all’acqua calda. Le ore di fiamma non sono più il buon divisore: lì conta l’energia prodotta, non il tempo acceso.
- Hai cambiato pellet, taratura o pulito il braciere durante la settimana. Rifai la misura.
Ripetere la misura dopo la pulizia annuale è il modo migliore di usarla: se il kg/h scende a parità di ore, vedi in chili quanto valeva quella pulizia. Il controllo di efficienza energetica previsto dal DPR 74/2013 per i generatori a combustibile solido scatta oltre i 10 kW, ogni due anni: una stufa da 8 kW non ci rientra. Non vuol dire che non serva.
Comincia stasera
Prendi la bilancia, pesa il pellet rimasto nel serbatoio, scrivi il numero e la data su un foglio. Da domani segna le ore. Domenica prossima hai un dato tuo, che nessuna scheda tecnica ti può dare, e sai quanti chili ordinare invece di indovinare. Quando hai il numero, chiedi i preventivi ai fornitori che servono il tuo comune: una quantità precisa serve anche a capire in che fascia di consegna ricadi, che è la voce dove i preventivi si differenziano di più.
Fonti. Norma di marcatura CE degli apparecchi domestici a pellet e fine del periodo di coesistenza con le norme precedenti, fra cui la EN 14785, il 9 novembre 2025: serie UNI EN 16510 (parte 2-6 per gli apparecchi alimentati meccanicamente a pellet), ricostruzione su Ingenio. Potere calorifico minimo del pellet, 4,6 kWh/kg per tutte le classi: UNI EN ISO 17225-2. Il valore di 4,8 kWh/kg e il rendimento dell’87% non sono valori di norma: sono le convenzioni di calcolo usate su questo sito, e il tuo rendimento va letto sulla scheda della tua stufa. Prezzo di riferimento: AIEL, rilevazione di aprile 2026 — 7,14 euro a sacco da 15 kg di media nazionale, 7,20 al Nord e 7,34 al Sud, IVA inclusa e trasporto escluso; AIEL è un’associazione di categoria e non pubblica un dato per la Sardegna. Periodi di accensione per zona climatica: DPR 74/2013, art. 4 comma 2; i giorni di stagione sono il conteggio dei periodi lì indicati. Controllo di efficienza energetica ogni due anni per i generatori a combustibile solido oltre i 10 kW e fino a 100 kW: DPR 74/2013, allegato A. Zone climatiche: DPR 412/1993, allegato A; gli undici comuni sardi in zona E, sei dei quali in provincia di Nuoro, sono il conteggio sullo stesso allegato (Padru escluso: istituito nel 2004, non vi compare). I valori del registro settimanale sono un esempio dichiarato, non una misura reale.
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