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Tipi di pellet: quale scegliere per stufa e caldaia

Per una stufa domestica il pellet giusto è quello di legno vergine certificato ENplus A1, in sacchi da 15 kg e diametro 6 mm. Le differenze che contano davvero sono tre: l’essenza, la certificazione e il contenuto di ceneri. Tutto il resto è marketing.

Le tre cose che cambiano qualcosa

  • L’essenza. Le conifere (abete, pino) danno fiamma vivace e poca cenere; le latifoglie (faggio, quercia) hanno densità maggiore e combustione più lunga, ma sporcano di più se la stufa non è regolata. Il confronto completo.
  • La certificazione. È l’unico modo per confrontare due sacchi senza fidarsi dell’etichetta: fissa limiti misurati di umidità, ceneri, potere calorifico e durabilità. Come si legge una certificazione.
  • Il contenuto di ceneri. Sotto lo 0,7% (classe A1) significa svuotare il cassetto meno spesso e meno depositi nello scambiatore. Sopra il 2% una stufa domestica inizia a soffrire.

Il formato

Lo standard domestico italiano è il sacco da 15 kg con pellet di diametro 6 mm e lunghezza fra 3,15 e 40 mm. Esiste anche il diametro 8 mm, pensato per caldaie e impianti industriali: in una stufa tarata sul 6 mm può causare inceppamenti della coclea. Prima di cambiare diametro si guarda il libretto dell’apparecchio, non il prezzo.

Il pellet non legnoso: perché non va nella tua stufa

Esistono pellet di gusci, nocciolino di sansa, paglia, scarti agricoli e biomasse varie. Sono combustibili reali, con un mercato reale, ma richiedono apparecchi omologati per quel combustibile: hanno contenuti di ceneri molto più alti, temperature di fusione delle ceneri diverse e producono depositi che una stufa domestica non è progettata a gestire. Bruciarli in una stufa normale significa incrostazioni, blocchi del braciere, e la garanzia che decade. Se sul sacco non c’è scritto che è pellet di legno conforme alla UNI EN ISO 17225-2, in una stufa domestica non ci va.

Come si legge un sacco

  1. Sigla e numero di certificazione (es. ENplus A1 seguito da un codice): identifica il produttore o il distributore ed è verificabile nel registro pubblico dello schema.
  2. Composizione: “100% abete”, “conifere”, “miscela conifere e latifoglie”. Una miscela dichiarata non è un difetto; una composizione non dichiarata sì.
  3. Peso e diametro: 15 kg, 6 mm.
  4. Aspetto: pellet lucido, compatto, poco polveroso. Molta polvere sul fondo del sacco significa trasporto o stoccaggio andati male.

Quanto ne serve e quanto costa

La qualità incide sul consumo meno di quanto si creda: un pellet migliore rende qualche punto percentuale in più, mentre il clima del tuo comune può raddoppiare il fabbisogno. Il calcolo per la tua stagione e da cosa dipende il prezzo in Sardegna. Quando hai deciso il tipo, resta solo da conservarlo bene: l’umidità rovina anche il pellet migliore.

Quanto costa il pellet nel tuo comune?

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