Questo articolo serve a chi ha una caldaia a gasolio, non ha il metano di rete e si chiede se passare al pellet valga la spesa. Trovi il conto al kWh fatto passo passo, lo spazio che serve per tenere il pellet in casa e cosa chiede il Conto Termico 3.0 a chi viene proprio dal gasolio.
Un avviso prima di partire: sul gasolio esiste un prezzo rilevato dallo Stato, sul pellet no. La rilevazione del MASE copre benzina, gasolio auto, gasolio da riscaldamento, GPL e due qualita’ di olio combustibile. Il pellet non c’e’. Il numero che uso piu’ avanti viene da AIEL, l’associazione di settore, e lo scrivo ogni volta.
Il conto al kWh, con le operazioni in chiaro
Per confrontare due combustibili serve ridurli alla stessa unita’: quanto costa un kilowattora di energia contenuta nel combustibile, prima di qualunque rendimento di caldaia.
Gasolio da riscaldamento. Il prezzo medio di luglio 2026 nella serie ministeriale sta fra 1,74 e 1,77 euro al litro, imposte incluse. Non e’ un valore unico perche’ due riaggregazioni della stessa serie MASE danno 1,7391 e 1,7702 euro al litro per lo stesso mese: la differenza e’ sotto il 2% e la porto avanti come intervallo invece di scegliere il numero che mi fa comodo.
Il potere calorifico sta nella tabella dei parametri standard nazionali MASE/ISPRA: 42,873 GJ per tonnellata. Convertito con 1 GJ = 277,78 kWh fa 11.909 kWh per tonnellata, cioe’ 11,91 kWh/kg. Il glossario ENEA da’ 10.200 kcal/kg per il gasolio, cioe’ 11,86 kWh/kg: le due fonti concordano entro mezzo punto percentuale.
Per passare dal chilo al litro serve la densita’, e questa la tabella dello Stato non la da’. Le schede tecniche commerciali la dichiarano fra 0,82 e 0,85 kg/litro: non e’ un dato di fonte pubblica, quindi lo tratto come intervallo e mostro entrambi gli estremi.
- 11,91 × 0,82 = 9,77 kWh per litro → 1,77 / 9,77 = 0,181 euro/kWh
- 11,91 × 0,85 = 10,12 kWh per litro → 1,74 / 10,12 = 0,172 euro/kWh
Prezzo e densita’ insieme spostano il risultato di circa il 5%: il gasolio sta fra 0,17 e 0,18 euro/kWh.
Pellet. Rilevazione AIEL di aprile 2026: 7,14 euro a sacco da 15 kg, media nazionale, IVA inclusa e trasporto escluso. Quindi 7,14 / 15 = 0,476 euro/kg. Diviso il potere calorifico: con 4,8 kWh/kg fa 0,099 euro/kWh; con 4,6 kWh/kg, che e’ il minimo imposto dalla UNI EN ISO 17225-2 per tutte le classi, fa 0,104 euro/kWh. Il 4,8 non e’ un valore che mi invento: dividendo il prezzo AIEL per 4,8 si riottengono esattamente i 99 euro/MWh che AIEL stessa pubblica.
| Combustibile | Prezzo | Energia | Euro al kWh |
|---|---|---|---|
| Gasolio riscaldamento (serie MASE, lug 2026) | 1,74–1,77 €/litro | 9,77–10,12 kWh/litro | 0,172–0,181 |
| Pellet in sacchi (AIEL, apr 2026) | 0,476 €/kg | 4,8 kWh/kg | 0,099 |
| Pellet, minimo di norma | 0,476 €/kg | 4,6 kWh/kg | 0,104 |
Il pellet costa poco piu’ della meta’ del gasolio a parita’ di energia. Una controprova: AIEL nella stessa rilevazione mette il gasolio a 194 euro/MWh, e AIEL sta guardando aprile. Rifacendo il mio conto col prezzo MASE di aprile, che era intorno a 1,95 euro al litro, esce fra 192 e 200 euro/MWh. Due strade indipendenti, stesso risultato. Per chi invece il metano di rete ce l’ha, AIEL lo colloca a 115 euro/MWh: in quel caso il vantaggio del pellet si assottiglia parecchio e questo articolo non fa al caso tuo.
Una stagione intera, con un fabbisogno di esempio
Prendo 20.000 kWh di calore utile in una stagione. E’ un numero tondo scelto per far vedere il conto, non una media: il tuo lo ricavi dal consumo reale e dalla pagina su quanto pellet serve in base a casa e zona climatica.
Metto lo stesso rendimento dell’87% a tutte e due le caldaie, cosi’ il confronto isola il prezzo del combustibile. E’ un’ipotesi prudente verso il pellet: una caldaia a pellet ammessa al Conto Termico deve stare sopra l’88%, mentre il rendimento vero della tua caldaia a gasolio sta sul libretto di impianto e, se e’ bassa, il divario si allarga.
20.000 / 0,87 = 22.989 kWh da bruciare.
- Pellet: 22.989 / 4,8 = 4.789 kg, quasi 4,8 tonnellate. A 0,476 €/kg fanno 2.280 euro.
- Gasolio: 22.989 diviso 9,77 o 10,12 fa 2.271–2.354 litri; per 1,74 o 1,77 euro fanno fra 3.950 e 4.170 euro.
Differenza: fra 1.670 e 1.890 euro l’anno. Non e’ il risparmio netto, perche’ il prezzo AIEL e’ senza trasporto. Se stai oltre 70 km dal deposito il pellet arriva col corriere a bordo strada, circa 59 euro a pedana: 4.789 kg sono cinque bancali da 975 kg, cioe’ 295 euro che riducono il vantaggio a circa 1.380–1.600 euro. Le fasce e chi consegna cosa le trovi nella pagina sulla consegna del pellet in Sardegna.
Un limite di questo conto: 7,14 euro a sacco e’ una media nazionale. Quanto costa alla tua porta, in Sardegna, dipende dal comune e da chi lo serve, e non lo sostituisco con una stima.
Lo spazio: cinque bancali non stanno ovunque
Il gasolio sta in una cisterna che gia’ hai. Il pellet no: 4.789 kg divisi per 975 kg a bancale fanno cinque bancali, da mettere in un posto asciutto, sollevato da terra e raggiungibile dal mezzo che li scarica.
Il punto critico e’ l’umidita’: la norma fissa il pellet a un massimo del 10% alla consegna, e un sacco lasciato su un pavimento umido o in un garage che trasuda quella caratteristica la perde. Prima di firmare un preventivo per la caldaia, guarda dove metteresti i bancali e leggi come conservare il pellet senza rovinarlo.
Se lo spazio non c’e’, puoi comprare a piu’ riprese in sacchi, ma paghi piu’ consegne e ricompri al prezzo del momento invece di bloccarne uno solo: il confronto fra le due strade e’ in sacchi o bancale.
Poi c’e’ la cenere, che il gasolio non ti lascia. Le percentuali della norma sono riferite alla sostanza secca, quindi su 4.789 kg di pellet il conto da’ un intervallo: con la classe A1 (ceneri fino allo 0,7%) sono circa 30–34 kg a stagione, con la classe B (fino al 2,0%) circa 86–96 kg. La classe e’ scritta sul sacco insieme al codice della certificazione: come si legge sta nella pagina su ENplus e DINplus.
Conto Termico 3.0: cosa da’, e a quali condizioni
Il Conto Termico 3.0 e’ in vigore dal 25 dicembre 2025, novanta giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta del DM 7 agosto 2025; le Regole Applicative del GSE sono state approvate il 19 dicembre 2025. Copre fino al 65% della spesa ammissibile, con domanda sul Portaltermico del GSE.
La condizione che i siti commerciali dimenticano: si incentiva solo la sostituzione di un impianto esistente a biomassa, carbone, olio combustibile o gasolio. La nuova installazione e’ ammessa soltanto ad aziende agricole e imprese del settore forestale. Chi viene dal gasolio, quindi, e’ proprio il caso previsto.
Requisiti tecnici
- Sostituendo il gasolio serve la classe ambientale 5 stelle del DM 186/2017. Le 4 stelle basterebbero solo sostituendo un altro impianto a biomassa.
- Caldaie a biomassa fino a 500 kW: certificazione UNI EN 303-5 classe 5 e rendimento non inferiore a 87 + log(Pn). Per 24 kW significa 88,4%.
- Limiti di emissione per le caldaie a pellet: particolato 20 mg/Nm³ e CO 0,25 g/Nm³.
- Serve un accumulo termico dimensionato per compensare i carichi, e valvole termostatiche o regolazione modulante su tutti i corpi scaldanti, salvo le eccezioni previste. Sono due voci di spesa e di spazio che nel preventivo devono comparire.
- Pellet certificato UNI EN ISO 17225-2 da un organismo accreditato. E qui c’e’ un vincolo che pesa dopo: puoi bruciare solo pellet della classe per cui la caldaia e’ certificata, o di classe migliore, e la documentazione fiscale deve riportare classe e codice di certificazione. Se la caldaia e’ certificata A1, il pellet piu’ economico non lo puoi usare.
- Almeno una manutenzione ogni due anni su generatore e canna fumaria per tutta la durata dell’incentivo, con gli originali dei certificati da conservare. Va conservato anche il certificato di corretto smaltimento della vecchia caldaia.
Quanto vale, in numeri
Per le caldaie la formula GSE e’ Ia_tot = Pn × hr × Ci × Ce, dove Ia_tot e’ la rata annua. Con una caldaia da 24 kW, Ci pari a 0,045 euro/kWht (caldaie a biomassa fino a 35 kW) e Ce pari a 1:
- Zona C (hr = 1.100): 24 × 1.100 × 0,045 = 1.188 euro l’anno
- Zona D (hr = 1.400): 24 × 1.400 × 0,045 = 1.512 euro l’anno
- Zona E (hr = 1.700): 24 × 1.700 × 0,045 = 1.836 euro l’anno
Fino a 35 kW le annualita’ sono due, e per un privato sono due rate: in zona D si arriva a 3.024 euro. Attenzione al tetto: l’incentivo non puo’ superare il 65% della spesa ammissibile, quindi quei 3.024 euro li prendi per intero solo se l’intervento ammissibile costa almeno circa 4.650 euro; se costa meno, l’incentivo scende con lui.
Il coefficiente Ce sale a 1,2 se le polveri della caldaia a pellet stanno fra 10 e 15 mg/Nm³, e a 1,5 se stanno sotto i 10. Vale la pena chiedere all’installatore il dato certificato prima di scegliere il modello.
La zona climatica del tuo comune e’ nella pagina sulle zone climatiche della Sardegna: l’isola va dalla C alla E, e non e’ un dettaglio da poco, visto che fra un comune in zona C e uno in zona E lo stesso incentivo cambia di oltre il 50%.
La regola sarda in piu’
La legge regionale 11 gennaio 2019 n. 1, articolo 50, impone che i generatori a biomassa solida installati dal 1° gennaio 2020 siano almeno 4 stelle secondo il DM 186/2017 (3 stelle per quelli installati dal 2019). E’ un requisito che riguarda l’installazione, non un divieto d’uso per chi l’apparecchio ce l’ha gia’, e non pone limiti stagionali di accensione. Se punti al Conto Termico venendo dal gasolio, comunque, il vincolo piu’ stretto resta quello statale: 5 stelle.
Quando questa sostituzione non conviene
- Se non hai un posto asciutto per cinque bancali. Comprare in sacchi a piu’ riprese mangia buona parte del risparmio.
- Se non c’e’ nessuno in casa a gestirla. Il braciere si pulisce e la cenere si svuota a mano: sono 30–96 kg a stagione che qualcuno deve portare fuori.
- Se la caldaia a gasolio e’ nuova. Il risparmio annuo, al netto del trasporto, non ripaga in fretta un impianto sostituito prima del tempo, e il Conto Termico copre al massimo il 65%.
- Se la tua preoccupazione sono le polveri sottili. Che la combustione del pellet produca particolato mentre il gasolio ne produce molto meno e’ fuori discussione, ed e’ il motivo per cui esiste la classificazione a stelle e per cui il GSE paga di piu’ chi scende sotto i 10 mg/Nm³. Un confronto numerico pellet-gasolio pero’ qui non te lo do: le tabelle ISPRA che circolano danno valori diversi fra loro e distinguono la stufa a pellet dalla caldaia automatica a pellet, che emette molto meno. Non ho verificato una serie coerente per il caso di questo articolo, e un numero sbagliato e’ peggio di nessun numero.
Sui prezzi, infine, oscillano tutti e due. Il pellet secondo AIEL e’ salito del 30% in un anno. Il gasolio nella serie MASE del 2026 e’ passato da circa 1,35 euro al litro a gennaio a circa 1,95 ad aprile, oltre il 40% in tre mesi, per poi tornare intorno a 1,75 a luglio. Un conto fatto oggi vale per oggi: rifallo con i prezzi del mese in cui decidi, e vedi anche come si muove il prezzo del pellet in Sardegna.
Da dove partire
Prendi il libretto di impianto e segna due cose: la potenza nominale della caldaia attuale e il rendimento misurato all’ultimo controllo (per il gasolio, come per il pellet, il DPR 74/2013 lo vuole ogni due anni fra 10 e 100 kW: su questo il passaggio non cambia nulla). Poi misura il posto dove finirebbero i bancali. Con quei tre numeri il preventivo dell’installatore diventa verificabile, e il conto qui sopra lo puoi rifare con i tuoi kWh.
Quando sai quanto pellet ti servirebbe, mandaci la richiesta indicando il tuo comune: giriamo la domanda alle aziende che consegnano davvero in quella zona, cosi’ vedi il prezzo alla tua porta e non una media nazionale. Se prima vuoi capire chi copre la tua area, guarda per esempio la pagina della provincia di Nuoro e quelle delle altre province.
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